Archive for the 'Antipasti, sfizi, finger food…' Category

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Maionese vegana senza uova

2014-08-02 09.50.50 Potrebbero scappare tutti. Soprattutto se lo sanno. Ma se la metti lì senza dire niente la mangeranno senza fiatare. La si fa in un batter d’occhio

Una bella idea per alleggerire un po’ i nostri piatti. L’ho presa da Araba felice che in fatto di trucchi, trucchetti e cucina “furba” è una maga! E, intanto che la preparate ascoltatevi e meditatevi questo bellissimo nuovo Cohen, Slow

 

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Tzatziki

Si scriverà poi così? Se si va su Wikipedia c’è da perdere la testa nelle giravolte che fa questo nome a seconda del fazzoletto di terra in cui mangiano questo piatto: un po’ dappertutto nei Balcani, divisi da confini arcigni ma uniti da tante cose in comune, tra queste il cibo.

In questo periodo mi ci sono affezionata e  anche se non fa tanto caldo mi vien sempre voglia di farlo. Oggi me lo sono perfino portata in treno accompagnato da 4 felafel e un pezzo di pane (chissà i susseguiosi vicini della Freccia – in ritardo – cosa avranno pensato). Continue reading ‘Tzatziki’

The fabulous grissini torinesi

grissini torinesi

I couldn’t believe how easy these grissini were to make! For the English audience not familiar with the Italian terminology grissini are none other than bread sticks (well…you can see from the picture). I have always loved grissini, particularly the hand made variety from Turin. This is partly because they are objectively gorgeous and partly because they bring back memories of my childhood. My grandparents were Torinesi born and bred and and lived in Turin all their lives. There were always these really long and knobbly grissini on their table. What a treat!  I used to scoff them by the handful. The truth is that once you start eating them there is no stopping you. They are utterly addictive.  Great to have with dips. I followed the recipe from the Sorelle Simili’s book Pane e roba dolce. They vanished in a flash, proof they were indeed truly yummy. Once again I enlisted the help of my 10 years old nephew Ale. While he was here visiting he took a real liking to messing about in the kitchen with me. Every day his first question would be ” And what are we going to bake TODAY, auntie?” Bless him!!! By the way: I am going to disappear for a while. It’s holiday time! Back to the Dolomites. Yes!! Continue reading ‘The fabulous grissini torinesi’

Pseudo panzanella di avocado e melone

Capita di non essere a casa, di vivere qualche giorno alla settimana  da soli in un piccolo appartamento da studente. Mangi panini o insalate al bar ecc. Questa è una alternativa veloce e sana che aiuta a smaltire l’inevitabile pane avanzato. Quasi ho pudore a postarla tanto è scontata, ma magari serve da promemoria a qualcuno.

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Strudel, dolce e salato

Mercoledì delle ceneri è passato da tempo. Ma eccomi qua con la cenere sul capo… nessun post da anni. Lucina che tira da sola la carretta… e io sono finita nella morsa della burocrazia accademica a mangiare insalate e tofu Va be’, cerco di farmi perdonare con una ricetta semplice, sana e DOPPIA. Due strudel, uno dolce e uno salato. E poi la pasta no frill dello strudel è economica, veloce, non grassa e molto, molto versatile (si può usare anche per una veloce piadina, tirata sottile e buttata sulla piastra incandescente).

Chissà quante ricette dello strudel ci sono in giro. Io, vergogna vergogna, ne ho fatti molti per anni usando la pasta sfoglia industriale. E non mi era venuto in mente che era così semplice, economico e sano farla in casa. Per quello dolce ho fatto una piccola variante nel ripieno tradizionale aggiungendo i frutti di bosco. Ma basta sbizzarirsi. Il prossimo che farò sarà ai pistacchi e all’acqua di rose, come suggerisce l’Araba felice, fonte di ispirazione continua.

Poi per una cena svelta mi è venuto in mente di riempirlo con ingredienti salati e farne un sostanzioso primo o antipasto caldo, fate voi… Continue reading ‘Strudel, dolce e salato’

Mousse de thon à la Pomme Verte

tuna and green apple mousse

Come on admit it!!!  Aren’t your taste buds tickled by the name of this recipe alone? The English translation would be: tuna and green apple mousse but I think the French version is MUCH more va va voom, don’t you think?  Plus it is the original name as it comes from the Parisienne food writer Clotilde Dusoulier. She runs this excellent blog called Chocolate and Zucchini, which has become a book. And this is where I have found this recipe. The name of her blog alone sounds very outlandish: chocolate and zucchini….. Not exactly an obvious combination, I trust you agree, albeit, ironically, the very first recipe I blogged was a courgette tea bread.  Anyway, I was duly intrigued by her blog and proceeded to buy the book second hand on Amazon paying the princely sum of 1 p! Yes! 1 p. (ok,plus P&P. But still: a bargain)! How good is that, eh? I was dead chuffed considering it looked brand new.  Good, old Amazon market place! Anyway, the book  is full of very interesting and unusual recipes with a French twist.  The author clearly belongs to the no nonsense school of cooking, which I also subscribe to. All her recipes  seem appealing without being complicated or particularly difficult to follow. A major plus here!  Continue reading ‘Mousse de thon à la Pomme Verte’

Involtini agrodolci di melanzane e zucchini

Ho preso questa ricetta dal sito di Io Donna, il magazine cosidetto femminile del Corriere., cambiandola un po’ ed estendedola anche alle zucchine.  Giusto un modo di acchiappare la coda dell’estate che se n’è andata prima di immergerci nelle mille varietà di cavoli che ci offrono l’autunno e l’inverno. In effetti è molto fresca ed è più adatta alla stagione calda. Continue reading ‘Involtini agrodolci di melanzane e zucchini’

Sofficini fatti in casa

Tornata! Ma la cucina rimane lontana tra ospedale, lavoro e chilometri su chilometri macinati di qua e di là per la Penisola. Così comincio postando una delle ricette fubissime di Araba felice che ho fatto mesi fa e ha fatto successo a casa mia. Mi sono ripromessa di provarne altre versione e di non comprare mai più quelli industriali. Io li ho fatti in padella ma devo riprovarli al forno. Continue reading ‘Sofficini fatti in casa’

Avocado, kiwi and blue cheese salad with toasted seeds and nuts

avocado, blue cheese and kiwi salad

Hello everyone I’m finally back from my holidays in the Italian Dolomites. I really had forgotten just how beautiful they are!!! I must make a point of going there more regularly than I have done of late. Last time we visisted those beautiful mountains was over 20 years ago! While I was there, aided by the stunning weather, I did lots of amazing walks, one of them with a lovely ex student of mine and expert climber-Lynne- who coincidentally was in the same area at the same time.  Also, and more importantly for this blog, I tried lots of interesting tyrolean dishes some of which I intend to blog as soon as I have got rid of the excess weight I gained. :-( But how can you not feast on those lovely strudels and canederli  when you are on holiday? You can’t, is the answer but then you have to deal with the consequences which is nearly two extra kilos in my case (and my husband’s!). It would have been even more if we hadn’t gone for punishing walks, I’m sure. ARGH!… Anyway, to cut a long story short I’m back in the UK and on a strict(ish) diet. Continue reading ‘Avocado, kiwi and blue cheese salad with toasted seeds and nuts’

L’aringa in pelliccia. Seljodka pod  šuboj

Cosa si porta dalla Russia un’italiana golosa? Caviale, vodka, storione e šampanskoe? No di certo, anche se qualche scatolina di caviale rosso ci scappa (quello nero mai, non bisogna mangiarlo, a parte il prezzo, bisogna lasciarli nascere questi storioni). Io mi porto dolcetti (cioccolatini “Ottobre rosso”, pomadka e zefir vari), ma soprattutto fegato di merluzzo (per l’orrore dei più) e aringa. Sì: aringa, la regina delle chiacchierate in cucina, la compagna dei bliny poveri, quando il caviale è finito, il viatico verso un altro sorsetto di vodka, l’amabile che va d’accordo con tutto, patate, smetana, cetriolini, mazzi di aneto e altre erbette verdi, cipolline dolci e meno dolci.

L’aringa che si trasforma in una dama di gran classe e per le feste, a Capodanno in particolare, si riveste di pelliccia.

Lo so che le aringhe non hanno bisogno di pellicce con questo caldo. Ma si tratta del mio piatto russo preferito, la mangerei tutti i giorni e con l’aringa che mi ha comprato Ženja (“ehi, Candi, non vorrai comprare l’aringa già sfilettata e disliscata, ma lo sai che lo fanno con l’acido?”) e che mi sono portata sottovuoto in valigia da Mosca non potevo non provarci. Mi perdonino tutte le massaie russe e tutti i culturi di filologie gastronomiche varie. Ho tentato di essere precisa, ma mi sono anche concessa licenze quasi imperdonabili. Per esempio, ho usato la barbabietola già cotta al forno. Qui da noi non si trova facilmente cruda. E comunque per la prima volta me la sono fatta a casa. E gli altri non sono nemmeno scappati. L’hanno mangiata (a parte l’allergico di casa). Ed è perfino piaciuta.   

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